GIORNATA DELLA MEMORIA

Pubblicato da Luca Cianflone il 27/01/2017

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Vorrei che la giornata della memoria fosse tutti i giorni, vorrei che ogni mattina, al suono della sveglia, al canto del gallo, o al primo raggio di sole che ci accarezza il volto, vorrei che ricordassimo cosa è stato! Cosa l’uomo è stato in grado di pensare, sostenere, credere, accettare e dimenticare… Vorrei che tutti sapessero che gli ebrei non furono perseguitati all’improvviso, vorrei sapessero dei molti Stati occidentali in cui i discendenti di Giacobbe venivano cacciati ed insultati. Vorrei sapessero che molti anni prima dell’olocausto migliaia di ebrei furono obbligati ad emigrare… Considererei valore che il popolo sapesse che gli Stati sapevano… Vorrei inoltre che non si pensasse che quello fu un inferno non ripetibile, che i nazisti fossero demoni risaliti dalle bolge infernali per far peccare l’uomo come non mai… Il nazismo è stato un lento e continuo abbandono della carità, della misericordia, dell’accoglienza e dell’integrazione con il diverso, diverso poi da chi ed in che cosa?; una lenta ed inesorabile marcia verso i nostri istinti più nascosti e verecondi; uomini come noi, hanno lasciato convincersi che i fallimenti della società, che le proprie sfortune altro non fossero che responsabilità delle minoranze, persuasi che la loro società non dovesse occuparsi dei più sfortunati e deboli, in una esplosione di nazionalismo esaltato dalle menzogne sulla razza ariana…

The Sun il 6/6/1915 scrive: 
6.000.000 di Ebrei in Russia, la metà degli Ebrei del mondo, sono perseguitati, cacciati, umiliati, torturati, fatti morie di fame, migliaia di essi massacrati, oltraggiati, depredati…

The New York Times il 18/10/1918 scrive:
6.000.000 di Ebrei hanno bisogno di aiuto…

The New York Times il 8/9/1919 scrive:
In Ucraina 6.000.000 di Ebrei sono in pericolo… 6.000.000 di ebrei in Ucraina e in Polonia hanno ricevuto la notizia che stanno per essere completamente sterminati

The New York Times il 12/11/1919 scrive:
6.000.000 di Ebrei, la metà degli ebrei del mondo, in Europa sono stati ridotti in condizioni di povertà, fame e malattia…

Questo è stato, ma si badi bene che non fu un caso unico ed irripetibile, decisione di un folle, un lucifero ribelle scaraventato sulla terra per la propria ribellione, Hitler senza le nostre paure, la nostra ignoranza, i nostri istinti animaleschi, il nostro egoismo, non sarebbe stato altro che un pazzo, un criminale con idee assurde. Arrivo a dire che senza le nostre paure ed egoismi, Hitler non ci sarebbe stato, non avrebbe potuto cavalcare l’onda di malcontento e infrangersi contro gli ebrei semplicemente perchè non ci sarebbe stata nessun’onda!
Gli ebrei altro non furono che un capro espiatorio, un popolo senza terra, senza governo, senza Stato, con i quali fu facile prendersela.
Il tempo passa, i nomi cambiano ma gli istinti negativi dentro di noi sono pronti ad esplodere in ogni momento, non aspettano altro che un’idea più o meno politica che gli conceda ragioni ed attenuanti, poco importa quanto egoistiche ed assurde sembrino, se in realtà poco ci si creda, non aspettiamo altro se non un Hitler che ci dica che i nostri insuccessi, i nostri problemi, derivino, non da una società malata, da governi ormai fantocci sotto scacco di potenti che hanno ormai tutti i bottoni di tutte le stanze dei bottoni, ma nascano dallo straniero, dal diverso, dallo sconosciuto che viene a privarci delle poche briciole che il nostro governo ci ha concesso, poco ci frega se a lui quelle poche briciole le hanno tolte da tempo…
I nazionalismi dovrebbero difendere la propria come l’altrui sovranità, incentivare la fratellanza con le altre culture, conoscere e farsi conoscere dall’altro, dove c’è conoscenza c’è rispetto, non paura! Se questo fosse oggi il nazionalismo ben venga, riprendersi un po’ di sovranità perduta non farebbe certo male, ma questo non deve significare costruire muri, l’accoglienza e l’integrazione dovrebbero essere cardini portanti di una nazione, i muri non farebbero altro che chiudere noi stessi all’ombra di migliaia di mattoni fatti di odio, egoismo e paura…

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Per questi motivi vorrei che la giornata della memoria fosse tutti i giorni, vorrei che ogni mattina, al suono della sveglia, al canto del gallo, o al primo raggio di sole che ci accarezza il volto, vorrei che ricordassimo cosa è stato! Cosa l’uomo è stato in grado pensare, sostenere, credere, accettare e dimenticare…

 

UFFICIALI NATO ARRESTATI IN SIRIA

Pubblicato da Luca Cianflone il 30/12/2016

Ufficiali di paesi Nato e spie varie catturati in Siria? Notizia fantasma

La cattura effettuata ad Aleppo Est di ufficiali di paesi NATO e di servizi di intelligence occidentali. Una notizia che stava ‘ronzando’ da tempo senza trovare spazio nelle prime pagine della ‘Grande stampa’. Quindi una montatura? Non è detto. Può essere una ‘mezza verità’, imprecisa nei dettagli e quindi non riscontrabile, oppure una fantastica operazione di ‘depistaggio propagandistico’ da future accademie del settore frequentatissimo delle bufale web non sempre innocenti. Giallo senza assassino in fondo, con gli elementi a noi noti, affidati alla vostra valutazione. Nel dubbio, andava segnalato visto che delle presenze occidentali occulta il Siria ad Aleppo ne aveva già parlato il Telegraph e il Los Angeles Times

Premessa come da titolo e sommario, «Ufficiali di Paesi Nato e spie varie catturati in Siria?», con un bel punto di domanda finale, a non fidarsi di una notizia tanto clamorosa quanto trascurata. Una notizia che stava ‘ronzando’ da giorni non raccolta dalla ‘Grande stampa’. Una montatura? Non è detto. Forse un pezzo di verità impreciso nei dettagli e quindi non verificabile, oppure una fantastica operazione di ‘depistaggio propagandistico’ da future accademie del settore.
A spingerci a parlarvene, dopo averci lavorato un po’ sopra, il rilancio fatto dall’agenzia di stampa russa Sputnik nei giorni dell’evacuazione finale da Aleppo. Sputnik è certo fonte di parte, ma non è sito web ‘sparaballe’. E se di un argomento se ne occupa, qualcosa il ballo dalle parti di Mosca vuole dire che c’è. Abbiamo quindi deciso di andare a vedere.

La notizia da Sputnik
«Rimane un silenzio assordante da parte dei media occidentali e da quelli europei in particolare sulla cattura effettuata ad Aleppo Est di ufficiali della NATO e dei servizi di intelligence occidentali. Le autorità siriane, grazie a dati accurati, erano arrivate nel comando supremo degli ufficiali occidentali e arabi nascosto nel seminterrato di un quartiere di Aleppo est, catturandoli tutti vivi. Alcuni nomi sono già filtrati. Si tratta di militari USA, francesi, inglesi, tedeschi, israeliani, turchi, sauditi, marocchini, qatarioti ecc.. che la Siria detiene attualmente con grande cura per concludere i negoziati con i Paesi che l’hanno devastata».

Scambio di uomini e di favori in corso
«Si è saputo che sono numerosi gli agenti stranieri armati catturati dalle forze siriane e che la Turchia ha chiesto alla Russia di farli uscire vivi». Intanto perché la Turchia è ancora, bene o male, un paese Nato. Poi, l’intervenire sulla vita dei catturati, perché quegli uomini senza identità ufficiale e con probabili documenti falsi, spie evidenti, sarebbero immediatamente fucilabili in qualsiasi guerra senza che il Paese che li ha mandati possa neppure protestare, visto che ufficialmente non esistono. Ma andiamo oltre. «Gli ufficiali dei servizi segreti, tra cui statunitensi, erano rimasti intrappolati con i terroristi ad Aleppo, nella sala operativa segreta presente nello scantinato di un edificio nel Suq al-Luz, in via al-Sharad, ad Aleppo est».

L’indirizzo del ‘covo’, ma non solo
«Fra questi ufficiali catturati vi sono il capitano David Scott Weiner (USA special forces), il tenente David Shlomo Aram delle forze di Israele ed altri elementi di nazionalità saudita, turca, giordana e britannica i cui nomi sono stati pubblicati dall’autorità militare siriana». Dettagli da far paura, ma solo per pochi Paesi. In Europa è silenzio. Sputnik non ama comprensibilmente la Nato, ma offre dettagli. «Si sa per certo che dalla base NATO in Turchia vengono trasmessi importanti dati di intelligence ai gruppi di comando dei terroristi e fra questi le coordinate degli obiettivi da colpire con l’artiglieria ed i missili di cui i miliziani dispongono. Le comunicazioni sono state intercettate dall’intelligence russa che ha individuato le postazioni di comando dei terroristi fra cui erano mescolati alcuni ufficiali della NATO con compiti di comando e coordinamento». Affermazione impegnativa che meriterebbe almeno una smentita da parte occidentale. Silenzio assordante

Global Research, il 17 dicembre
Ne scrivono Patrick Henningsen e Vanessa Beeley: «At Least 14 US Coalition Military Officers Captured by Syrian Forces in East Aleppo Bunker». Secondo le due reporter, ma da altra fonte, «The Security Council is sitting in private on Friday, December 16, 2016, at 17:00 GMT, while NATO officers were arrested this morning by the Syrian Special Forces in a bunker in East Aleppo».
Dunque, della questione se ne sarebbe occupato anche il Consiglio di Sicurezza Onu, in ‘seduta riservata’, prima di decidere di far arrabbiare Natanyahu e Israele con la censura sulle colonie. Ne avrebbe dato notizia Bashar Al Djaafari, l’ambasciatore di Siria all’Onu.

I nomi noti dei 14 catturati
Mutaz Kanoğlu – Turkey
David Scott Winer – USA
David Shlomo Aram – Israel
Muhamad Tamimi – Qatar
Muhamad Ahmad Assabian – Saudi
Abd-el-Menham Fahd al Harij – Saudi
Islam Salam Ezzahran Al Hajlan – Saudi
Ahmed Ben Naoufel Al Darij – Saudi
Muhamad Hassan Al Sabihi – Saudi
Hamad Fahad Al Dousri – Saudi
Amjad Qassem Al Tiraoui – Jordan
Qassem Saad Al Shamry – Saudi
Ayman Qassem Al Thahalbi – Saudi
Mohamed Ech-Chafihi El Idrissi – Moroccan
Nomi scritti su molto probabili documenti falsi e, resi pubblici da Fares Shehabi MP, «a prominent Syrian Parliamentarian and head of Aleppo’s Chamber of Commerce».

Una presenza datata
Già nel mese di settembre numerosi rapporti di intelligence avevano suggerito che un centro di comando occidentale fosse situato dietro le linee dei terroristi di Jabat Fatah al-Sham (ex Jabat al-Nusra), e che era stato preso di mira e parzialmente distrutto da un attacco missilistico russo.
Nel giugno 2016 il Telegraph aveva ammesso che le forze speciali britanniche stavano aiutando un gruppo ribelle “(…) con la logistica, come la costruzione di difese per rendere i bunker sicuri”. Il Los Angeles Times aveva pubblicato che anche la Cia stava sostenendo i miliziani, tra cui Jabat Fatah al-Sham, diramazione siriana di al-Qaeda, indicata come la forza terroristica responsabile del controllo di Aleppo est.

ARTICOLO TRATTO DAL SITO REMOCONTRO.IT

ATTENTATO BERLINO-TERRORISTI ANCORA DISTRATTI…

Pubblicato da Luca Cianflone il 28/12/2016

Attentato a Berlino, il sospettato Amri ha dimenticato i documenti sul camion usato per la strage… un altro killer distratto…

Non ci fossero morti e feriti, non fosse tremendamente legata ad un attentato realmente accaduto, fosse questa la trama di un film, dubito che consiglieremmo ad amici di vederlo; una trama banale ma soprattutto già vista in numerose altre scene…
Questo non è un film, i morti sono reali, quindi c’è poco da ridere sulla ricostruzione ufficiale diramata sugli organi di stampa. Un altro attentato contro civili innocenti, ed un altro terrorista distratto. Nei minuti seguenti all’attentato di Berlino si cerca il colpevole scappato via dal luogo della strage, come abbia fatto non si sa. Gli inquirenti cercano prove a carico di qualcuno, ma il colpevole, o presunto tale, non c’è stato ancora nessun processo o confessione, ha distrattamente dimenticato i documenti nel tir… Be’, lo sappiamo ormai, è una situazione già vista in altri attentati come Charlie Hebdo (crystallus.it/charlie-hebdo-processo-sospeso-per-segreto-militare/ ), ormai la polizia sa che appena arrivati sul luogo del crimine, per trovare i responsabili, basta guardare nel porta-oggetti del veicolo e abracadabra, la carta d’identità del colpevole!
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Non c’è bisogno che vi dica io quanto sia assurdo pensare che un attentatore, più o meno addestrato, non agendo di impulso, ma avendo programmato il suo attacco, si porti dietro i propri documenti, lasciandoli per giunta a disposizione delle forze dell’ordine! In caso di attentato suicida, può essere credibile che il killer voglia esser riconosciuto, ma in un attentato in cui il responsabile ha in mente di dover scappare, perchè minare così la propria fuga?
Di ricostruzioni poco chiare in merito all’attentato di Berlino ne abbiamo diverse, detto dei documenti, mi pare anche difficile immaginare che l’autista polacco possa esser stato ancora in vita al momento della strage, che senso avrebbe avuto tenerlo vivo con il rischio di far fallire tutto? Dalle poche immagini che abbiamo, non sembra che il tir abbia risentito di nessuna azione di disturbo al momento dell’impatto, sembra infatti non sbandare mai.
Veniamo ora alla fuga: diamo per buono che con tutti quegli occhi, Amri dopo essersi fermato non certo comodamente, sia riuscito a scappare, la sua foto è su tutti i media, sconfina Germania, Francia ed arriva in Italia, proprio dove il camion polacco pare abbia caricato la sua merce, esce dalla stazione, viene fermato per un controllo, ci dicono casuale, tira fuori una pistola, che prima non ha usato contro l’autista del tir, spara ferisce un agente e viene ammazzato dal collega del poliziotto ferito. Sorvoliamo sulla gaffe, anzi, per me un grosso errore, di aver diramato i nomi degli agenti, da questa ricostruzione a me pare plausibile, che Amri stesse cercando di seguire una via di fuga determinata, aspettandosi aiuti da complici rimasti occulti, i quali lo hanno venduto alla polizia mettendo i documenti sul camion, facendolo poi tornare indietro in Italia, dove si sapeva fosse di casa, per fargli trovare tutte le porte chiuse, lasciandolo solo e destinato ad esser trovato. Questi complici sapevano bene di non poter essere identificati, ma per non correre rischi, in questi casi, la fine dei terroristi è sempre la medesima, essere colpiti a morte.
Come detto la mia è solo una ricostruzione personale, mi sono limitato ad unire i puntini ed immaginare il disegno completo…
Di tutti gli attentati non ci sono state fatte vedere le prove che hanno poi incastrato i colpevoli, abbiamo dato per chiuse le vicende nel momento in cui venivano puntualmente uccisi i terroristi. Nomi, volti, immagini, video, che ci facessero vedere il terrorista nell’atto di compiere la strage non ne abbiamo. I processi corrispondenti, quando non sono segretati o sospesi, cadono nel dimenticatoio, di tutto quello che può esserci dietro, organizzazione, reperimento armi, complici, non sappiamo nulla; questi killer ci vengono rappresentati come cani sciolti, soldati isolati affiliati via web al califfato dell’isis punto, di tutto il resto il mainstream non se ne occupa; domande non ne pone, punti d’ombra non ne cerca, prove contrarie non ne vede, più facile ed utile parlare del delitto di Garlasco…
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Il quadro dipinto dai media è sempre lo stesso: colpa dei musulmani, possono colpire ovunque, non sono controllabili… Poco importa che Amri di religione non sapesse nulla, che l’isis l’ha conosciuto su youtube, che il significato di califfato non sappia neppure quale sia, che qui Maometto e l’Islam sono usati a scopi politici, che pare impossibile abbia agito da solo, che non può essersi portato i documenti, che la polizia avesse un bel fascicolo su di lui, che non ci sino immagini di Amri nel luogo della strage, quelle pubblicate del sospetto a Milano non mostrano mai il tunisino in volto o chiaramente distinguibile; insomma Amri pare sia uno dei soliti sospetti perfetti, poi fatti sparire in un modo od in un altro…
 
Notizie dell’ultima ora: hanno dovuto correggersi sulla morte dell’autista polacco, anche se pare difficile confondere ferite di un coltello con il foro di un proiettile. Ciliegina sulla torta, arriva la notizia che Amri fosse seguito e conosciuto dai servizi di intelligence, come quasi tutti gli altri sospettati delle stragi, sapevamo chi era l’attentatore! Quindi i casi sono 3: o abbiamo forze di sicurezza ridicole, o Amri poco c’entra con l’attentato di Berlino, o peggio ancora lo schema delle False-flag tanto amato ed utilizzato dagli Usa, è ormai stato implementato nel manuale dei servizi di sicurezza europei…. 
 
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ATTENTATO BERLINO

Pubblicato da Luca Cianflone il 20/12/2016

Ennesimo attentato al cuore dell’Europa, dopo la Francia e Zurigo ad esser colpita è stata le Germania.
Un camion si è scagliato contro la folla nei pressi del centro della capitale tedesca;l’attentato è avvenuto nel mercatino di Natale nella Breitscheidplatz, ai piedi della ” Chiesa del Ricordo” , Gedaechtniskirche.

Il veicolo sembra essere partito dall’Italia diretto in Polonia, essendo di proprietà di una società polacca ubicata a Danzica. L’autista del tir,  cugino del proprietario della ditta, avrebbe avvisato la società di avere intenzione di fare tappa a Berlino. Queste le indiscrezioni riportate da alcune testate polacche.
Il corpo di un attentatore è stato ritrovato esanime nella cabina guida del tir, un altro è stato arrestato. Il bollettino tragico è quello di 9 vittime ed oltre 50 feriti; un’ altra città, altri civili, uomini, donne e bambini si trovano chi a versare sangue e chi lacrime, per una guerra non nostra, vittime di giochi dei quali possiamo solo sentirne il puzzo da molto lontano. Chi si scaglia contro un Dio, un  Dio che troppo spesso ci dimentichiamo esser il medesimo per noi, ebrei e musulmani, chi si scaglia contro i clandestini ed immigrati, dimenticando che molti di questi atti vili e codardi sono compiuti da cittadini ” moderati”, europei; nati tra di noi, colleghi, conoscenti, vicini… Ci sfugge dalla mente troppo spesso che questi malati, non sanno nulla di quella religione a cui gli associamo. Cadiamo nel tranello dell’isis con le sue rivendicazioni: ” festeggiano l’attentato, lo rivendicano, quindi il terrorista era un musulmano dell’isis! “…
Siamo vittime di semplificazioni assurde, informazioni pilotate o parziali, generalizzazioni superficiali, aggettivi in antitesi rispetto a questo complicato tema.

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Avevo pensato di allegarvi una tabella con il numero di vittime musulmane ed europee riconducibili alla mano dell’isis, mostrandovi che le prime vittime del terrorismo sono i musulmani, ma ho deciso di lasciar perdere… Chi ancora non ha voluto capire, chi si ostina a chiamarla guerra di religione, chi generalizza e condanna un popolo, una razza, un credo, è senza speranza. Confonde un popolo, uno stato, con una religione, un profeta con Dio, una persona che prega in moschea per un potenziale assassino.
Non so cosa potrebbe darmi il potere di aprirgli gli occhi ed obbligarlo a guardarsi attorno. Potrei spiegargli che il Corano parla della Madonna e di Gesù in maniera sempre rispettosa, o confessargli che per l’Islam la Bibbia è un libro importante, molti episodi coranici sono ripresi dalla Bibbia; potrei leggergli decine di sure ( capitoli) in cui l’Angelo Gabriele ( si proprio lui, quello dell’Annunciazione!) detta a Maometto ( un mercante diventato profeta, non un Dio ) bellissime frasi di rispetto reciproco, di fratellanza ed amore. Potrei poi leggergli la Bibbia ed indicargli decine di versi in cui il nostro Dio, non un profeta, si macchia di omicidi e stragi, chiede vergini e vino come bottino per una città conquistata, che ordina di tornare in un villaggio ed uccidere donne e bambini, risparmiando però le femmine che non avevano ” conosciuto uomo”. Potrei infine spiegargli che qualunque cosa ci sia scritta in uno di quei libri, qualsiasi ordine o consiglio, deve essere storicizzato! Deve essere cioè ricollocato storicamente. Maometto uccise cristiani in quel determinato momento perchè era in corso una guerra; quando parla di eliminare o convertire si riferisce a quel preciso contesto in quella determinata cultura. Se attribuissimo questa risolutezza all’Islam, potremmo fare ugualmente con i cristiani, ricominceremmo quindi a metterci in marcia verso oriente, pronti per un’altra crociata, ma temo che continuerebbe a non capire, perchè lui è estremista pericoloso quasi quanto quelli dell’isis.

Abbiamo commesso decine di errori inquanto uomini, non perchè cristiani. La religione è sempre una bandiera che abbiamo steso solo per potercisi nascondere dietro, non permettiamo che si muoia ancora per un Dio che non si vede, che non parla e che non ordina. Delle religioni facciamo nostri gli insegnamenti di pace e fratellanza, l’importanza della beneficenza e del rispetto. Lasciamo stare la spada a chi segue altro, non certo Dio.
Attribuendo questi attentati ad una religione non facciamo altro che avvicinare quei soggetti deboli, confusi, ignoranti e vuoti, al mondo estremista. Gridando sui media che quelli sono islamici, non facciamo altro che cadere nella trappola dell’isis, gli risparmiamo del lavoro, gli facciamo noi le affiliazioni. Quelli non sono musulmani! La religione non ha nulla a che fare con quei soggetti. Questi terroristi altri non sono che persone deboli, guidate ed ottenebrate da menti raffinate che sanno quali tasti pigiare per imprimere loro una motivazione, un ideale, un qualcosa in cui credere, ma tutte queste altro non sono che menzogne; se facessero in tempo a svegliarsi prima che l’incubo cominci, si renderebbero conto che sono tutte bugie, slogan che sfruttano frasi edulcorate dal contesto coranico, usati solo per dare un valore diverso ad una guerra che altro valore non ha, se non quello del potere e dei soldi.

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Questo mio discorso non serve a negare l’esistenza di problemi reali e concreti come quelli degli immigrati e della loro integrazione, o come quello dell’estremismo. Scrivo pregandovi di non confonderli. Per avvicinarci a risolvere un problema bisogna capirne l’origine, ed anche se oggi, queste questioni possono apparire intrecciate fra loro, sono argomenti che vanno affrontati separatamente.
L’assioma semplicistico, quindi assurdo, è riassumibile così:  ” l’immigrato viene qui a casa nostra, ma siccome è musulmano non si vuole integrare, copre le mogli e vuole le moschee e magari ci vuole anche uccidere o stuprare le donne perchè è islamico… ”
Questo è quello che numerosi politici, aiutati da parte dei media, ci hanno fatto capire sulla questione. Gli abbiamo chiesto di bruciare bandiere, di non pregare in pubblico, di non vestirsi come credono, di dichiarare di essere contro l’isis…ma che senso ha tutto questo?! Come se, inquanto italiani quando siamo all’estero ci venisse chiesto di dissociarci dalla mafia, non avrebbe alcun senso.

La questione immigrati è importante ed è un problema perchè non siamo in grado di accoglierli come meriterebbe un essere umano, stiamo facendo il massimo ma non sarà mai abbastanza. Ma chiediamoci perchè queste persone sono disposte a rischiare la vita, abbandonare tutto e tutti pur di arrivare in Europa… Scappano da guerre e soprusi, da fame e miseria, parole delle quali noi non conosciamo nulla se non qualcosa intuito su libri e film. Se i governi di tutto il mondo, l’occidente prima di tutti, si impegnassero a non vendere armi, a non formare eserciti di mercenari da scagliare contro nemici su misura, come è stato per Al Qaeda e per l’isis, se si ( CI ) limitassimo nello sfruttamento dell’Africa o facessimo in modo di far arrivare i benefici della vendita del petrolio non solo al dittatore di turno, ma anche chi quel petrolio ce l’ha nel suo paese, se evitassimo di chiamare un paese come l’Arabia Saudita ” Islam Moderato” solo perchè è un nostro importante investitore, se se se… Sono tante le cose che noi potremmo chiedere ai nostri governi… Invece ci limitiamo a dividerci tra chi li vorrebbe lasciati in mare od ad ammazzarsi tra loro e chi li vorrebbe accogliere sì, ma non vicino casa sua. Quando ci sono guerre, l’occidente e molti dei paesi della NATO, vedono le tasche dei loro armaioli riempirsi di banconote, poco importa che siano sporche di sangue, i soldi non puzzano…
Il coinvolgimento occidentale ( Usa prima di tutti ) nel conflitto in Medio Oriente è stato ampiamente dimostrato, chi ha voluto questa guerra e tutti i suoi danni collaterali è facile da intuire, il resto, come ho scritto prima, sono solo bandiere dietro le quali nascondersi, chi la bandiera della democrazia, chi quella della libertà, chi non va più d’accordo con questo o quel tiranno…, tutte cazzate!, l’unica bandiera che sventola tra le loro mani insanguinate è quella del potere.

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Ora per giorni ci faranno sfogare piangendo altre vittime innocenti, ci sarà chi continuerà la sua crociata contro l’islam e chi inviterà alla coesione, chi parlerà di lotta all’isis e chi ci ricorderà che per ora, gli unici veri eserciti ad aver colpito seriamente l’isis, non sono stati quelli occidentali, ma quelli di Siria, Russia ed Iran. Aleppo è stata riconquistata grazie a Putin, l’occidente non ha fatto nulla, se non disinformazione…