Category Archives: Arte e Cultura

IL DOCUMENTARIO “A VERY SICILIAN JUSTICE” CONQUISTA MANCHESTER

Pubblicato da Luca Cianflone il 07/03/2017

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A Very Sicilian Justice, documentario sull’impegno dei pm di Palermo, Di Matteo su tutti, vince il premio come “miglior documentario corto” al Manchester International Film Festival.

Il documentario è stato girato dal regista inglese Paul Sapin, prodotto Toby Follet e narrato dal Premio Oscar Helen Mirren.
Un prodotto ad alto impatto, in grado di raccontare in modo crudo e semplice la lotta alla mafia di questi uomini di Stato, i quali purtroppo si sono spesso dovuti difendere a loro volta da quello Stato in cui si ostinano a credere.

Il successo del documentario è stato totalmente ignorato dai media, pochissime testate, se non quelle da sempre vicine a questi temi, ne hanno dato notizia; non sarà un Oscar, ma riuscire a portare temi come quelli trattati da Sapin in giro per il mondo,  dimostrare l’impegno, l’integrità morale di italiani, siciliani, la considero senza ombra di dubbio ben più di un Oscar!
Esultiamo, magari storcendo il naso per il successo della serie Gomorra, dicendo che racconta il peggio dell’Italia, gioiamo per il successo di qualche anno fa de La Grande Bellezza, ignorando il senso del film, l’immagine triste e decadente che Sorrentino racconta correttamente e magistralmente della nostra Italia; osanniamo tutto ciò e ci dimentichiamo di questo documentario?

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Pochissimi italiani sanno dell’esistenza di questo documentario, lo conoscono più all’estero, ancor di meno sapranno del successo che sta raccogliendo in tutto il mondo.
Voi mi potreste obiettare il fatto che non sia un prodotto italiano, ma cosa c’è di più italiano dei pm che rischiano la vita, sacrificandola per il bene della NOSTRA società?!
La verità è che Di Matteo e colleghi continuano ad essere scomodi per i governanti; cambiano i nomi, i partiti, i presidenti, ma il processo Trattativa Stato-mafia preferirebbero insabbiarlo! Unica voce fuori dal coro il Movimento 5 Stelle, il quale spesso ha manifestato il suo appoggio ai pubblici ministeri.
L’ultimo episodio esplicativo si è verificato qualche settimana fa: il boss Totò Riina durante un’udienza del suddetto processo, udienze alle quali Toto ” u curtu” raramente non presenzia, terminate le audizioni dei testi della procura di Palermo, venne interpellato dal presidente per la possibilità di essere sentito dai pm, il Riina si dichiarò pronto a rispondere. La notizia rimbalzò su tutti i tg e giornali: ” il boss ha deciso di parlare!”
Pochi giorni dopo, gli venne chiesta conferma del suo intento, ma misteriosamente, il boss che andò contro quasi tutta cosa nostra, perseguendo nella sua guerra allo Stato nei primi anni novanta, scaturendo una risposta repressiva intrapresa delle forze dell’ordine, quest’uomo dicevo, aveva cambiato idea, non avrebbe più risposto… La notizia scivolò via in silenzio, il mainstream non volle approfondire i motivi del ripensamento del capo dei capi, passò tutto sotto silenzio, come tutto il resto del processo.

Va da sè, che il mutismo con il quale è stato accompagnato il documentario non mi stupisce, mi indigna ma non mi posso aspettare altro da questo Stato, da questa informazione… Insomma, A very italian story…

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GIORNATA DELLA MEMORIA

Pubblicato da Luca Cianflone il 27/01/2017

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Vorrei che la giornata della memoria fosse tutti i giorni, vorrei che ogni mattina, al suono della sveglia, al canto del gallo, o al primo raggio di sole che ci accarezza il volto, vorrei che ricordassimo cosa è stato! Cosa l’uomo è stato in grado di pensare, sostenere, credere, accettare e dimenticare… Vorrei che tutti sapessero che gli ebrei non furono perseguitati all’improvviso, vorrei sapessero dei molti Stati occidentali in cui i discendenti di Giacobbe venivano cacciati ed insultati. Vorrei sapessero che molti anni prima dell’olocausto migliaia di ebrei furono obbligati ad emigrare… Considererei valore che il popolo sapesse che gli Stati sapevano… Vorrei inoltre che non si pensasse che quello fu un inferno non ripetibile, che i nazisti fossero demoni risaliti dalle bolge infernali per far peccare l’uomo come non mai… Il nazismo è stato un lento e continuo abbandono della carità, della misericordia, dell’accoglienza e dell’integrazione con il diverso, diverso poi da chi ed in che cosa?; una lenta ed inesorabile marcia verso i nostri istinti più nascosti e verecondi; uomini come noi, hanno lasciato convincersi che i fallimenti della società, che le proprie sfortune altro non fossero che responsabilità delle minoranze, persuasi che la loro società non dovesse occuparsi dei più sfortunati e deboli, in una esplosione di nazionalismo esaltato dalle menzogne sulla razza ariana…

The Sun il 6/6/1915 scrive: 
6.000.000 di Ebrei in Russia, la metà degli Ebrei del mondo, sono perseguitati, cacciati, umiliati, torturati, fatti morie di fame, migliaia di essi massacrati, oltraggiati, depredati…

The New York Times il 18/10/1918 scrive:
6.000.000 di Ebrei hanno bisogno di aiuto…

The New York Times il 8/9/1919 scrive:
In Ucraina 6.000.000 di Ebrei sono in pericolo… 6.000.000 di ebrei in Ucraina e in Polonia hanno ricevuto la notizia che stanno per essere completamente sterminati

The New York Times il 12/11/1919 scrive:
6.000.000 di Ebrei, la metà degli ebrei del mondo, in Europa sono stati ridotti in condizioni di povertà, fame e malattia…

Questo è stato, ma si badi bene che non fu un caso unico ed irripetibile, decisione di un folle, un lucifero ribelle scaraventato sulla terra per la propria ribellione, Hitler senza le nostre paure, la nostra ignoranza, i nostri istinti animaleschi, il nostro egoismo, non sarebbe stato altro che un pazzo, un criminale con idee assurde. Arrivo a dire che senza le nostre paure ed egoismi, Hitler non ci sarebbe stato, non avrebbe potuto cavalcare l’onda di malcontento e infrangersi contro gli ebrei semplicemente perchè non ci sarebbe stata nessun’onda!
Gli ebrei altro non furono che un capro espiatorio, un popolo senza terra, senza governo, senza Stato, con i quali fu facile prendersela.
Il tempo passa, i nomi cambiano ma gli istinti negativi dentro di noi sono pronti ad esplodere in ogni momento, non aspettano altro che un’idea più o meno politica che gli conceda ragioni ed attenuanti, poco importa quanto egoistiche ed assurde sembrino, se in realtà poco ci si creda, non aspettiamo altro se non un Hitler che ci dica che i nostri insuccessi, i nostri problemi, derivino, non da una società malata, da governi ormai fantocci sotto scacco di potenti che hanno ormai tutti i bottoni di tutte le stanze dei bottoni, ma nascano dallo straniero, dal diverso, dallo sconosciuto che viene a privarci delle poche briciole che il nostro governo ci ha concesso, poco ci frega se a lui quelle poche briciole le hanno tolte da tempo…
I nazionalismi dovrebbero difendere la propria come l’altrui sovranità, incentivare la fratellanza con le altre culture, conoscere e farsi conoscere dall’altro, dove c’è conoscenza c’è rispetto, non paura! Se questo fosse oggi il nazionalismo ben venga, riprendersi un po’ di sovranità perduta non farebbe certo male, ma questo non deve significare costruire muri, l’accoglienza e l’integrazione dovrebbero essere cardini portanti di una nazione, i muri non farebbero altro che chiudere noi stessi all’ombra di migliaia di mattoni fatti di odio, egoismo e paura…

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Per questi motivi vorrei che la giornata della memoria fosse tutti i giorni, vorrei che ogni mattina, al suono della sveglia, al canto del gallo, o al primo raggio di sole che ci accarezza il volto, vorrei che ricordassimo cosa è stato! Cosa l’uomo è stato in grado pensare, sostenere, credere, accettare e dimenticare…

 

DARIO FO – MORTE DELL’ANARCHICO DELLA SATIRA

Pubblicato da Luca Cianflone il 14/10/2016

Dario Fo è morto ; con lui forse muore la satira, quella vera, quella che colpisce il potere, lo ridicolizza, ne mostra i difetti, quella che ci ha mostrato per oltre mezzo secolo il ” re nudo”. Di satira certo si proverà a farne ancora, ci verrà mostrata in televisione, saremo invitati ad andare a vedere questo o quel comico fare della satira… Ma quale satira?, forse l’ombra, l’immagine riflessa in uno specchio opaco, con la scomparsa di Fo, dubito che un altro possa avere il coraggio di prendere il suo posto di clown, di giullare …

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Il giullare non può stare dalla parte del potere, deve essergli nemico, anzi di più, deve essere specchio irriverente del potere! Deve metterne in evidenza i difetti, gli errori, i soprusi. In ” Mistero Buffo” Fo raccontava una storia, ” La Nascita del Giullare “, un racconto del 1200 in cui veniva appunto narrata la genesi del giullare, il quale fu contadino vessato dal potere. La moglie stuprata per provocarne ( invano ) una reazione , i figli lasciatisi perire per il dolore e la vergogna, il contadino spinto ormai allo stremo, pentitosi di non aver colpito con la vanga il potente, decise di suicidarsi. Nel momento dell’estremo atto gli apparve Cristo, il quale si complimentò con lui per aver tenuto il terreno, ma lo ammonì per non aver condiviso quello che aveva, anche se poco avrebbe dovuto dividerlo: “Solo dividendo il poco che hai con gli altri, puoi sperare che gli altri condividano con te il tanto che ti manca…” Così facendo avrebbe potuto avere l’aiuto dagli altri poveri, i quali grati della sua generosità avrebbero potuto aiutarlo, consigliarlo su come opporsi a chi lo schiacciava; raccontando, parlando e condividendo quelle storie avrebbe potuto salvarsi e salvare altri come lui, solo insieme avrebbero potuto opporsi al potente di turno…
Il contadino si giustificò dicendo di non esser bravo con le parole, allora Cristo lo baciò e gli regalò l’abilità di saper raccontare, inventare e lavorare con la fantasia. Il contadino diventò giullare, iniziò ad esibirsi facendo ridere e riflettere la gente, attraverso lo sghignazzo colpì il potere e lo mise in ridicolo davanti agli occhi delle persone.

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Così nasce il giullare, il clown, va da se che la satira gli è  figlia, scomparendo quindi il nostro giullare per eccellenza, ho paura che quest’ultima ne resti orfana, sola e silente, per chissà quanto tempo… I potenti faranno a gara per zittire o comprare qualunque aspirante cerchi di risvegliare l’anima del giullare, chiunque si dovesse avvicinare alla satira cercando di ridestarla troverà ostacoli, regole e compromessi utili a smussargli la lingua tagliente, la quale una volta smussata, “non taglierà più la vescica del potere…”
Il clown non scende a compromessi, non ha prezzo o se lo dovesse avere sarebbe solo per colpire due volte il potente!
Fo non scelse mai una via di mezzo, fu inviso al potere tutta la sua carriera, perseguitato e arrestato durante gli spettacoli insieme alla compagna di una vita Franca Rame, scomparsa anche lei qualche anno fa, denunciato e diffamato, esiliato da quella Rai che in quanto servizio pubblico avrebbe dovuto dedicargli un canale  al nostro Premio Nobel, no espellerlo per oltre dieci anni!
Dario Fo si fece beffe di questi dispetti e proseguì per la sua strada, mettendo di volta in volta in ridicolo il potente protagonista del sopruso.
Non ci fu arte che Fo non impreziosì con il suo genio, musica, storia dell’arte, religione, teatro, cinema, televisione, ma soprattutto non si tirò mai indietro dal dare la sua opinione, politica, culturale e morale. In questi ultimi anni di potenti ne ha sbeffeggiati assai, ed oggi, questi, non hanno mancato di ricordarlo, facendo loro una pessima figura, consacrando una volta di più il successo degli sghignazzi del giullare, riconoscendogli ferite che ancora sanguinano, forse oggi ancora di più… Ma stiano tranquilli lor signori, non permetteremo che si rimarginino!
Dario Fo ha cercato tutta la vita storie e vicende che per colpa di qualcuno erano dimenticate o nascoste, le ha trovate e ne ha fatto opere, ecco, seguiamo il consiglio dato da Cristo al contadino/clown, raccontiamole, condividiamole con gli altri, perchè da soli siamo destinati a fallire, ma insieme possiamo tutto! Questo è per me l’insegnamento principe di Dario Fo…

Da un allievo

CIAO MAESTRO, CIAO DARIO