Category Archives: Attualità

AMERICA SAYS LIES…AGAIN

Pubblicato da Luca Cianflone il 28/06/2017

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Il portavoce della Casa Bianca,  Sean Spicer, dichiara che secondo le loro fonti Assad starebbe preparando un nuovo attentato con armi chimiche, confessando di essere stati in grado di dedurlo, riconoscendo le stesse tracce lasciate prima dello scorso attentato del 4 aprile, quando persero la vita 87 persone a causa di agenti chimici rilasciati durante esplosioni. Quelle esplosioni furono immediatamente ricondotte all’Esercito siriano e poche ore dopo il Presidente Trump sganciò i suoi missili contro una base siriana. Peccato si sia dimostrato nei giorni ed ormai mesi successivi che quell’attacco non si potesse ascrivere ad Assad, qui trovate il mio articolo, scritto poche ore dopo, dove ragionando sempre sugli scopi di un avvenimento, chi avvantaggia, affermai che il Presidente siriano non avrebbe avuto motivi e vantaggi nel compiere un atto del genere. Ora in rete troverete tutto il materiale e le dichiarazioni, anche dei commissari mandati ad investigare, che smontano o quantomeno non confermano ricostruzioni americane.

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Quindi ci risiamo, gli Usa non vogliono e non possono mollare l’osso, continuano a mentire e far ripetere a tutto il mainstream le loro falsità; Assad deve cadere, perchè destituendo lui si colpirebbero Iran e Russia, veri obiettivi americani ed alleati storici della Siria.
Gli Usa ed i loro ( anche nostri) partners hanno investito molto in questa operazione, tanti gli interessi che Washington ed Ue devono garantire e difendere, Arabia Saudita e Turchia battono i pugni sul tavolo della Nato, bisogna mantenere i patti stretti con loro. Erdogan ha già perso la faccia avendo prima aiutato l’Isis e provocato Putin, per poi chiederne l’aiuto per contenere un ex alleato ormai fuori controllo, mentre il monarca saudita vuole prendersi a tutti i costi il predominio della regione, con il benestare Usa, vedendo sconfitti gli Stati sciiti di Iran e Siria ( sull’appartenenza degli alawiti siriani agli sciiti, se non addirittura all’Islam ci sarebbero da scrivere pagine e pagine, ma oggi semplificherò, sappiate che è questione aperta da secoli e non chiusa, nonostante i proclami…).

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Ora, mi auguro con tutto cuore che questo attacco non si verifichi, ma conoscendo gli interessi in campo e sentendo le minacce contro chi sostiene Assad e quindi implicitamente complici di questi attentati, non mi stupirei se si verificasse questa paventata strage, magari un altro “false flag”, gli Usa sono maestri in questo!, decine i casi dimostrati anche dei loro stessi tribunali.
Speriamo di no, che questi siano solo avvertimenti e propaganda, ma la guerra continua, anzi le guerre, i soggetti sono molti, altissimi gli interessi ed i soldi in gioco, che non ci vengano però a parlare di democrazia e religione! Qui si muore solo per potere e soldi, il resto è solo fumo negli occhi!

ATTENTATO MANCHESTER

Pubblicato da Luca Cianflone il 23/05/2017

L’ORRORE COLPISCE E SVEGLIA ANCORA IL MONDO OCCIDENTALE
DURANTE UN CONCERTO DI ARIANA GRANDE ALLA MANCHESTER ARENA, UN KAMIKAZE SI E’ FATTO ESPLODERE

19 vittime accertate, decine di feriti, queste le notizie delle prime ore dopo l’attentato di ieri sera. Per la quasi totalità minorenni, ragazzini fans della cantante icona pop dei giorni nostri.L’occidente ripiomba nella paura attentati e terrorismo, ormai non servono più neanche le prime indagini degli inquirenti per stabilire si tratti di un attacco terroristico.

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Cominciato il grido di rivolta ed insofferenza di social e informazione, tutti uniti in un solo grido: ORA BASTA, STOP TERRORISMO, BOMBARDIAMO GLI ESTREMISTI, FERMIAMO L’ISLAM…
Tutte grida comprensibili, alcune un po’ troppo di pancia, ma tutte completamente inutili!
La vita non è un gioco, un film che puoi sperare di stoppare non appena non ti piaccia più…
ORA BASTA: tutti vorremmo finisse al più presto, ditemi quale sia la testa da far cadere perchè tutto finisca e si mandi l’esercito a bombardare… purtroppo non è così! Il nemico non ha un nome, non ha una faccia, un esercito, uno Stato da combattere. Non pensiate che distruggendo l’Isis, invadendo nuovamente l’Iraq, destituendo Assad possa cambiar qualcosa… se davvero fosse così, i nostri governi sarebbero più colpevoli di quanto già comunque non lo siano…
STOP TERRORISMO: chi può non esser d’accordo con questa necessità? Nessuno o quasi…Spiando i guadagni di alcuni colossi industriali delle armi, qualche dubbio mi viene, ma tralasciamo questo “particolare”, il vero problema è che non c’è una soluzione semplice ed immediata a questo problema…
BOMBARDIAMO GLI ESTREMISTI: possiamo incazzarci quanto vogliamo ma non c’è nessun dittatore da abbattere, nessuna religione da vietare, nessun dio da perseguitare e nessun popolo da sottomettere per fare in modo che questi attacchi ai civili finiscano. Non c’è un Hitler da fermare, delle SS da arrestare o un paese da conquistare… Nessuno è un elemento indispensabile dell’equazione che ci ha portato a questo punto, forse tutti parte del problema, ma non soluzione, solo effetti, no cause.
L’Isis è un problema? Sicuramente. La questione siriana è da risolvere? Certamente. L’estremismo islamico è una situazione a rischio? Sì, come qualsiasi altro estremismo. Allah e i musulmani sono anch’ essi causa del problema? NO, sono le prime vittime! Ne muoiono ogni settimana!
FERMIAMO L’ISLAM: questa è poi la peggiore delle reazioni! Non solo perchè non abbia senso e sia inutile, ma perchè sia estremamente dannosa, controproducente al fine di una soluzione, non farebbe altro che infoltire le fila degli estremisti!
Per prima cosa come già ricordato, le prime vittime sono i musulmani stessi, anzi doppiamente colpite, uccise, perseguitate e genericamente accusate ed additate, costrette a difendere il proprio credo non solo dagli eserciti a guida estremista, ma obbligate quasi a doversi vergognare della propria fede…

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Ho già scritto sul tema dell’estremismo islamico, da dove derivi ed a cosa miri, qui l’articolo.
Voglio solo ribadire il concetto che gli estremisti di una qualsiasi religione, financo  di un ideale sociale, altro non fanno che piegare, forzare, spingere all’estremo un concetto, un percorso, un idea, a tal punto da andare nella direzione opposta, tradirlo in tal maniera da non rappresentarlo minimamente e diventarne il primo nemico!
Forse l’occidente ha imparato a risolvere i propri estremismi sociali e sicuramente quelli religiosi, quasi tutti, perlomeno li ha contenuti e racchiusi in minoranze non rilevanti, con estremismi politici facciamo ancora qualche fatica, ogni tanto ci ricadiamo, ma non vado oltre, andrei fuori tema. Come dicevo abbiamo risolto il problema del nostro estremismo cristiano, per sintetizzare dirò ( superficialmente) che non facciamo più crociate e rispettiamo altre religioni, non applichiamo più alcuni ordini o consigli che la Bibbia ci offre; siamo riusciti a dividere il concetto religioso da quello statale, sociale, siamo stati in grado di STORICIZZARE  gli insegnamenti biblici.
Abbiamo appreso come tradurre, spesso tradendola, la parola di Dio nel mondo moderno. Vi posso assicurare che la violenza raccontata e descritta nel Corano è nulla a confronto con il nostro Antico Testamento, le battaglie di Maometto furono poca cosa a confronto con quelle che ebbero i nostri ( la maggior parte anche loro ) profeti. Quindi non pensiamo che il loro testo sacro sia direttamente e immancabilmente la causa dell’estremismo! Come non lo fu per noi…
Voi mi direte che noi saremmo quindi migliori e più evoluti di loro, la mia risposta è che siamo nati, cresciuti e sviluppati in un’altra situazione sociale e statale, ma che soprattutto siamo in un diverso, forse posteriore, periodo dell’evoluzione storica sociale.
I motivi sono molti e complicati, sintetizzarli in un articolo non mi riuscirebbe; i principali a mio avviso sono da ricercare nei secoli passati: la quasi totale assenza del senso di Stato, il predominio di diverse figure storiche che con la scusa di rappresentare il degno successore di Maometto, hanno in realtà ottenuto potere politico, portando inevitabilmente a divisioni e quindi scontri che non hanno permesso una formazione ” laica” di nessun vero Stato, zero regole sociali al di là di quelle coraniche; va da se che quest’ultime siano state asservite al potere politico per i propri scopi di comando, impedendo così una convivenza parallela tra Stato e religione. Non fu e non è mai la religione che pretende di essere Stato, ma è il potere politico che usa la religione con questo scopo, cercando la propria legittimità non già nelle idee sociali e morali, ma in costrutti religiosi usati a proprio piacimento.

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Quello che ci troviamo ora ad affrontare è ancora un’altra questione, un effetto di quanto sopra, mescolato alla società odierna.
La globalizzazione ci obbliga oggi, e per molti aspetti è positivo, a fare i conti con temi e questioni che in occidente avevamo risolto.
Se l’Isis stesse avanzando in Europa, se stesse bombardandoci, il discorso sarebbe semplice… ma non è così! Non ci sono estremisti venuti qui di nascosto per attaccarci dall’interno, la maggior parte di queste stragi è opera di europei, quasi tutti nati e cresciuti con noi, anzi siamo noi! Ci sono alcuni completamente europei convertiti all’Islam. Ritorno a dire che il problema non è l’Islam, ma quello che di questa religione arriva da noi e quello che essi cercano in questo credo, e non è certo Dio!
Disadattati, vuoti e senza scopi ed ideali, forse solo annoiati, cercano qualcosa, in qualsiasi cosa, una strada, un percorso che dia loro un senso; l’estremismo con la sua potenza e decisione è proprio questo, risposta alle esigenze di chi non sa chi è e cosa vuole. Mostra loro un cammino che li guiderebbe ad uno scopo ” altro”, superiore.
Continuando ad additare tutto l’Islam, rafforzeremmo il messaggio di chi vuole che ci sia un NOI contrapposto a un LORO, cioè gli estremisti. Perseguendo questa strada non faremmo altro che spingere persone deboli, confuse e disadattate a credere nelle loro bugie, daremmo voce e legittimità allo scontro che loro vogliono, ci vedranno come infedeli aggressori del loro credo, non faremmo altro che dar credibilità alle loro parole di guerra, accrescendo l’estremismo, mortificando e forse condannando l’Islam moderato, unici veri musulmani!
A mio avviso dovremmo sostenere, aiutare e promuovere l’Islam, non lo chiamerò più moderato, è quello l’Islam, collaborare con loro affinchè possano limitare l’estremismo ad una minima parte di esaltati e terroristi. Occupandoci e finanziando noi i luoghi di culto dei nostri concittadini, eviteremmo che esse cadano in mani sbagliate. Dovremmo imparare a conoscerci, dove ci sono conoscenza, collaborazione e condivisione, non ci può essere odio. Non dobbiamo sopportare i musulmani, farli sentire ospiti indesiderati, ma parte della nostra società; resistere a quelli che vorranno imporre o vietare qualcosa, dall’una o dall’altra parte, rispettare, capire e comprendere differenze, diventando noi europei, cristianamente laici, guida e modello per una religione che ora sta affrontando un terremoto interno fragorosissimo! Non possiamo limitarci a sperare che passi e che non ci si faccia troppo male, la questione va affrontata alla radice, dare all’Islam la forza di trovare un equilibrio in questa società, circoscrivendo Stati ed associazioni estremiste.

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Invece noi che si fa? Si fanno affari con l’Arabia Saudita, crogiolo di estremisti islamici, guidati dal partito sunnita wahhabita, fondamentalista per eccellenza. Gli si vendono armi, si accettano loro investimenti, ci si commercia… La casa regnante Saud è sempre stata ed è tutt’ora in ottimi rapporti con gli Usa, i quali continuano ad etichettare questo Stato come Islam moderato, nonostante siano essi i maggiori finanziatori ed esportatori di estremismo in tutto il mondo; finanziano scuole e mosche in cui il loro credo estremista è impartito come vero Islam ed armano gruppi terroristici.
Ecco quello che facciamo, dialoghiamo, difendiamo, legittimiamo ed aiutiamo lo Stato che più promuove l’estremismo, Isis compreso!
Come se non bastasse ogni tanto, giusto per far tacere ignoranti e sudditi della propaganda, bombardiamo città con la scusa di lottare contro terrorismo, uccidendo in realtà ultime ruote di un carro lunghissimo… Reazioni inutili e controproducenti, perchè insieme ad essi, quando li beccano, muoiono decine, centinaia di civili, ai quali poi chiediamo per giunta di non odiarci e ringraziarci… se ci sentiamo noi ora sotto attacco, immaginate loro, bombardati da decenni…
E’ difficile da capire, ma da questa situazione se ne può uscire solo insieme, mediante istruzione ed informazione libera e veritiera, con odio, propaganda e bombe, non risolveremo nulla, forse sposteremo il problema un po’ più in là, ma nulla di più, ci siamo già passati… Non c’è uno Stato in cui si è intervenuti militarmente che oggi rappresenti un esempio per il presente e per il futuro, non solo loro, ma nostro!

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MICHELE SCARPONI ARRIVEDERCI, CI VEDREMO ALL’ARRIVO…

Pubblicato da Luca Cianflone il 22/04/2017

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Li vediamo correre in televisione, volare con quelle loro bici in discesa, arrampicarsi su irte salite, percorrere centinaia di km al giorno, cadere e rialzarsi con l’unico obbiettivo di riprendere la bici il prima possibile e continuare a pedalare ed inseguire, la conta dei danni la fanno all’arrivo.
Ci convinciamo non siano umani, persuasi non possano esser altro che eroi prestati alla sport più duro e difficile di tutti.
Ora, in un giorno come questo, la vita ci dimostra quanto siano maledettamente umani e vicini a noi.
La vita non fa altro che ricordarci quanto sia inutile inseguirne il senso, non puoi sapere dove sarà il tuo traguardo, quante salite dovrai fare, se cadrai chi ti aiuterà a rialzarti… La vita non ha un percorso da poter seguire e studiare prima della partenza…
In giorni come questo si fa fatica a credere in un Dio che possa aver disegnato un finale del genere…
Pochi giorni fa Michele Scarponi ironizzava sulla sua prima vittoria in maglia Astana al Giro delle Alpi, sorrideva dedicando la vittoria ai suoi due gemellini, unica vittoria personale da qualche anno a questa parte, ma non certo la prima con tutta la squadra. Come solo i campioni, sia in bici che nella vita sanno fare, Scarponi nelle ultime stagioni si era ritagliato un ruolo di gregario di lusso, al fianco del capitano di turno, prima Nibali poi Aru, per chi masticasse poco di ciclismo, il gregario è colui che corre in funzione del suo compagno, gli sta vicino, lo consiglia, attacca quando gli viene detto, aspetta quando deve…

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Da appassionato di ciclismo ricordo una tappa al Giro in cui Scarponi riuscì ad inserirsi in una fuga, avrebbe potuto giocarsi la vittoria di giornata, ma alle sue spalle, diversi km dietro il suo capitano Nibali attaccò e Michele smise di pedalare, si fermò ed aspettò il suo capitano per poterlo aiutare a guadagnare secondi in classifica generale. Va da se che raccontandolo così, non renderò giustizia al gesto di Scarponi, lui, un vincitore del Giro d’Italia, uno dei migliori scalatori degli ultimi 12 anni, si mette a completa disposizione del suo capitano… Questa era l’umiltà, la serietà che rappresentava Scarponi. Quella stessa serietà che l’ha portato questa mattina a prendere la bici ed uscire di casa ad allenarsi, solo poche ore dopo esser tornato in famiglia. Quello che è successo dopo è cronaca, un incidente con un furgone, la magistratura farà il suo corso e non mi interessa cercare colpe oggi… Oggi deve essere la giornata di Scarponi, rendere omaggio ad un campione umile e simpatico, sempre con la voglia di far sorridere ed amare con leggerezza questo stupendo sport!

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Oggi la vita ci ha ricordato una volta di più quanto in realtà siano maledettamente umani i nostri idoli del ciclismo, li vediamo compiere imprese per noi difficili anche solo da immaginare, ma una mattina come tante, uscendo in bici per una sgambata come tanti di noi, il nostro eroe può cadere per non rialzarsi più, da oggi non sarà più al fianco del suo capitano, non tornerà a casa a giocare e scherzare con la sua splendida famiglia, un tragedia più che mai umana, un incidente stradale come tanti, lo ha estromesso dalla vita, la corsa più importante, la più imprevedibile, la più bastarda ed ingiusta.
Tra poco inizierà il Giro d’Italia numero 100, Scarponi avrebbe dovuto affrontarlo da capitano, non ci sarà, Michele è scattato via da solo, in fuga, una fuga che potremo raggiungere solo alla fine, non ci resta altro che la speranza che quando il Giro affronterà le Alpi ed i corridori saliranno con le loro bici verso il cielo, potremo sentirci un po’ più vicini al campione ” umile” Michele Scarponi.

Grazie per avermi emozionato con il tuo ciclismo ed avermi fatto sorridere con la tua simpatia. Un abbraccio ad Anna, Tommaso e Giacomo, sono sicuro che il mondo del ciclismo vi starà vicino!

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TRUMP BOMBARDA SIRIA MIRANDO PUTIN

Pubblicato da Luca Cianflone il 08/04/2017

Torno a scrivere in un giorno triste e temo storicamente tragico, impegnato nei miei studi, ho trascurato in queste ultime settimane il sito, ma oggi non posso esimermi dall’ esprimere il mio punto di vista, nell’illusione che il mio impegno possa esser utile anche solo nel mostrare ad alcune centinaia di persone, un’altra verità, quella che secondo me è quanto di più vicina alla realtà.
Nel fare questa sintetica ricostruzione storica e geopolitica della questione siriana mi baserò unicamente sui fatti appurati e sulla logica.
Inizio con il mettere in chiaro alcuni presupposti fondamentali, senza i quali tutto il racconto ne risentirebbe.

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Assad non è certo un politico democratico, garante dei diritti e della libertà del proprio popolo. Non è sicuramente l’esempio di presidente a cui giovani politici dovrebbero ispirarsi. Un Stato dovrebbe avere una guida sicuramente diversa, ma anche il miglior pilota ha bisogno della macchina giusta per correre al massimo. La Siria sarebbe pronta ad avere una guida diversa? Ci sono figure politiche in grado di unire la maggioranza del Paese senza scatenare la ribellione delle minoranze?
No, la risposta non può che esser questa, triste, pessimistica ma corroborata da esempi storici contemporanei.
Il Medio Oriente, forse ancor più  di quello che fu l’occidente, è un crogiolo di soggetti, religioni, passioni, istinti, lotte, fratellanze, credo, fedi, culture, tradizioni ed abitudini quanto più diverse possibile, ma al contempo legate indissolubilmente , una matassa inestricabile di più fili annodati assieme in modo tale che tirandone uno qualsiasi, l’intera massa ne subisca l’effetto motorio.
Non si può parlare di Siria senza conoscere ciò che sta attorno e dentro ad essa; per capire la vicenda di questi giorni occorrerebbe leggere pagine e pagine solo per intuirne lo schema generale, va da se che non tutti possono farlo, quindi il mio compito sarà quello di raccontarvi per sommi capi la vicenda, il racconto sarà per forza di cose spesso superficiale, ma in un articolo non posso fare diversamente.
Partirò non dalle origini del popolo siriano ma molto più semplicemente dalla fine della Prima Guerra Mondiale, snodo cruciale nel racconto della storia del Medio Oriente contemporaneo. Caduta Impero Ottomano e spartizione tra le potenze vincitrici dei territori arabi, ad esempio Israele all’Inghilterra e Siria sotto giurisdizione francese. I confini di questi territori però, non furano fatti tenendo in considerazioni i vari aspetti culturali, religiosi e politici di quelle zone, si crearono così Stati in cui si trovarono a dover convivere caratteristiche e peculiarità le più diverse e spesso contrapposte possili.
Altro evento determinante ed ancora oggi attuale fu sicuramente la creazione dello Stato d’ Israele. La questione palestinese l’affronterò in un altro articolo, vi basti sapere che i paesi arabi, considerano da decenni Israele come una minaccia sul controllo della zona, per via della religione e per i soprusi compiuti ieri ed oggi dai sionisti contro gli arabi palestinesi. Negli anni settanta Siria ed Israele si scontrarono per diversi anni, scontri che videro i sionisti, con l’aiuto degli Usa, strappare territori alla Siria, regioni ancora oggi nelle mire siriane…
Dal dopoguerra in poi, la Siria ha vissuto decine di colpi di Stato, sono quindi abituati a dover lottare per il potere, non si può chiedere ad un Paese di cambiare in qualche mese, l’ultimo golpe riuscito fu propri ad opera di un Assad, Hafiz al Assad, padre di Bashar attuale presidente della Siria. Hafiz faceva parte del partito Ba th, partito sciita ancora a capo del Paese, fu prima ministro e poi nel 1971 prese il comando con forza dittatoriale, atteggiamento che tenne fino alla sua morte nel 2000. Il suo successore sarebbe dovuto essere il primogenito, ma morì e quindi Bashar fu catapultato in un ruolo per lui inaspettato, studente e poi uomo ormai occidentalizzato in GB.

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Torniamo agli anni settanta, scontri con Israele e strategie geopolitiche vedono Assad entrare in Libano, terra originariamente siriana, ufficialmente con lo scopo di ristabilire l’ordine, ma che alla fine vide la Siria sostenere il partito Hezbollah, acerrimo nemico di Israele.
Assad non molla suo dominio in Libano, scatenando la reazione di Israele e dei suoi alleati. In tutto questo, le relazioni con i palestinesi non furono ottimali, pur difendendone la causa, Assad ed il leader dell’Olp (movimento palestinese per la liberazione) Arafat non si sopportarono mai, arrivando più volte allo scontro, diretto ed indiretto, anche tramite azioni terroristiche.
Negli anni 90, la Siria strizzo l’occhio agli Usa, partecipando alla coalizione dispiegata per liberare il Kuwait dagli invasori iracheni, nonostante Saddam fosse di fede sciita come il partito Ba’th.
In quello stesso decennio ci fu il crollo dell’Unione Sovietica e tutta la zona medio orientale ne risentì; la Siria apparteneva al blocco sovietico, soprattutto grazie alle pressioni egiziane, Stato con il quale Assad fu molto legato politicamente, fatto sta che all’avvenuto disfacimento russo, Siria e non solo, guardarono ad occidente, sperando di ricavarne vantaggi, il supporto al Kuwait rientra in questa idea politica. Fu così che gli Usa depennarono il nome della Siria dalla lista dei Paesi “canaglia”, salvo poi inserirla nuovamente una dozzina di anni dopo, quando Assad figlio si rifiutò di sostenere attacco Usa ancora all’Iraq di Saddam.
Cosa abbia rappresentato quell’invasione ce l’hanno confessato anni dopo i responsabili stessi, “un grosso errore…”. I risultati li stiamo ancora pagando…
Il 2003 spinse la Siria a stringere definitivamente i propri rapporti con la Russia, intesa che dura ancora oggi.
A questa partnership tra Assad e Putin si deve aggiungere l’Iran, infatti il paese asiatico fin dal 1979, anno della rivoluzione di Khomeyni, rappresenta per il governo Ba th un ottimo alleato. Questa vicinanza si può spiegare per gran parte con motivazioni religiosi. infatti l’Iran è lo Stato sciita per eccellenza, guida di tutti gli sciiti e fortemente contrapposto ai paesi a guida sunnita come l’Arabia Saudita.
Le forze in campo sono queste: da una parte Usa e quindi Nato e Ue, Israele, Arabia Saudita Stati del golfo e Turchia, dall’altra Russia, Iran e Siria.
Ci sono poi minoranze e gruppi militari che lottano dall’una e dall’altra parte, ognuno con i propri scopi e motivazioni, ma non posso dilungarmi.

Poco dopo l’insediamento del  trentenne Assad, l’occidente scommette su di lui, sperando di arrivare a cambiare in meglio i rapporti tra ovest e Siria e facendo di Damasco un punto di controllo del Medio Oriente. Assad  inizia una politica riformista del paese e promette timidamente leggi a favore della democrazia; la Francia in memoria dei passati rapporti, cerca di fare da anello di congiunzione tra Siria ed Usa, Obama confidava di poter utilizzare i siriani per controllare i gruppi terroristici medio orientali e per impiantare basi in quella zona del mondo, continuando la loro politica di conquista e colonizzazione “discreta”.Con il passare degli anni pare evidente che Assad non avrebbe voluto e potuto compiere quelle riforme democratiche auspicate, non volle perdere il controllo del paese, il partito Ba th essendo una minoranza, sapeva che avrebbe ceduto la guida dell Stato e non lo permise.

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Tra alti e bassi le due posizioni rimasero distanti ma sostanzialmente gli Usa ed i francesi sanno che Bashar è il migliore dei mali…
Nel 2007 Sarkozy convince Assad a riconoscere l’indipendenza del Libano e propone l’idea dell’Unione dei Paesi Mediterranei, i rapporti culminano con l’invito del Presidente siriano alla parata del 14 luglio a Parigi. Bashar trova la legittimazione occidentale ed ottiene nel 2010 la ridiscussione dell’embargo dopo circa 5 anni, con l’impegno di ammorbidire lo scontro con Israele.
Tutto crolla nel 2011, arriva l’anno delle “primavere arabe”. Le rivoluzioni iniziano a scuotere il mondo arabo, dopo Egitto e Tunisia, il vento delle rivoluzioni arriva in Siria a marzo. Assad reagisce con forza ed affida all’esercito la repressione delle proteste, reagisce come avrebbe fatto il padre. Inizia la guerra civile ed iniziano le ingerenze da parte dei nemici storici della Siria, i quali finanziano, addestrano ed armano i ribelli con l’obbiettivo di abbattere Assad.
L’occidente non può permettersi di trovarsi alla fine dello scontro dalla parte sbagliata della barricata, gli Usa decidono di sostenere i ribelli ed abbandonano il regime siriano, convinti sia prossimo alla caduta.
Le valutazioni non furono tese alla democrazia e alla libertà, ma a meri scopi economici e politici, cambiarono in corsa il loro cavallo vincente, ed ora non gli rimaneva che truccare la gara. Obama stanzia centinaia di migliaia di dollari a sostegno dei ribelli, collaborano a bombardamenti ed attacchi su Damasco. Facendo pressioni tramite l’Onu, cerca di convincere Putin ad abbandonare il suo alleato, ma il Presidente russo rimane fermo sulle sue posizioni, sapendo che qualora Assad fosse caduto, la Siria sarebbe implosa e gli effetti si sarebbero ripercossi su Mosca e tutta la zona. Assad grazie a Russia ed Iran riesce a resistere e reagire; presto ci si accorge degli errori, sempre che lo siano, commessi da Usa e Francia; emerge sempre con più chiarezza l’impossibilità di un dialogo tra e con i ribelli, tra i moderati spiccano fazioni terroristiche ed estremiste, una cooperazione diventa inimmaginabile soprattutto con la conquista da parte dell’isis di territori siriani.

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Improvvisamente si ritrovarono “alleati” isis, ribelli moderati ed Usa, combattevano contro lo stesso nemico. Ho precedentemente scritto su cosa sia l’isis, qui troverete l’articolo, quando il mondo, nonostante la disinformazione occidentale, si accorse di quali fossero le alternative ad Assad, la lotta dell’occidente ad Assad si affievolì. Ci fu il primo colpo di teatro Usa: nel 2013 Assad fu accusato di aver usato armi chimiche contro i ribelli e civili, il mondo si sdegnò e tornò ad attaccare Assad, si mosse la Nato, l’Onu, Obama ed Hollande erano pronti a bombardare Damasco, salvo poi desistere, determinante fu l’intervento di Putin, il quale sostenne di credere ad Assad, che smentiva decisamente di aver usato tali armi e si impegnò a convincere la Siria ad accettare inviati Onu per indagare. Le indagini non riuscirono a trovare prove contro Assad, ma i media occidentali sulla vicenda furono molto distratti, tanto che in questi giorni continuano a ripetere con sicurezza di un nuovo attacco chimico.
L’onu disse:
I ribelli dissero:
Le immagini dissero:

Tutto finito nel dimenticatoio… Come se nulla fu… Il mondo della disinformazione decise che quell’attacco fu opera di Assad, poco importa se le prove dicessero altro, lo scopo era comunque raggiunto, far passare agli occhi del mondo inevitabile l’intervento contro Bashar.
I mesi successivi furono difficilissimi per i siriani, migliaia di morti, feriti ed evacuati in entrambi i fronti, con massacri e violenze spesso brutali. Assad oggi è riuscito a riconquistare molte delle zone perse e con l’aiuto di Russia ed Iran ha fermato l’avanzata dell’isis, che negli ultimi mesi è sembrato essere vicino alla sconfitta. Il merito di ciò è da attribuire in gran parte a Putin, l’unico delle grandi potenze ad aver attaccato e colpito lo Stato Islamico seriamente ed essersi potuto opporre a quei paesi che hanno continuato a finanziare il califfato come la Turchia. La Russia sarebbe presto emersa dalla scontro come vincitrice, Assad stava per riprendersi il Paese… quindi un nuovo colpo di scena: un dittatore come lui, che ha saputo barcamenarsi in questi anni, che ha saputo far leva sulle caratteristiche del suo paese, sia per la politica estera che quella interna, che fa?, usa le armi chimiche in zone abitate e bombarda un ospedale in un territorio che presto avrebbe riconquistato facilmente…
Impossibile! Non ho voglia neppure di consigliarvi decine di articoli che provino falsità accuse, non servono prove, basta un minimo di logica. Non aveva bisogno di bombardare quelle zone, insensato farlo con armi chimiche, avrebbe potuto usare qualsiasi altro razzo ed ammesso per assurdo che avesse avuto una minima intenzione del genere, il ricordo di quello che si scatenò quasi 4 anni fa, gli sarebbe bastato per desistere.
Non volendomi ancora esporre sulle immagini dell’attentato perlomeno dubbie, ( ci sarebbero soldati che soccorrono vittime colpite dal gas Sarin senza l’uso di guanti e non rimanendone bruciati) mi pare molto più plausibile la versione secondo la quale un qualche ordigno sia esploso in un deposito ribelle, dove erano contenute armi chimiche, armi che diverse prove hanno dimostrato essere di origine saudita…

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Alcune ore dopo, il Presidente Trump, il quale subito dopo l’attentato chimico del 2013 aveva commentato come stupido un eventuale intervento Usa, quel Trump che fa?, ordina un bombardamento su una base siriana, appoggio anche dell’aviazione russa, impossibile che l’attacco sia stato preparato in così poche ore…
Ora non mi stupirei se il congresso americano facesse passare qualche riforma importante proposta da Donald…
Inutile commentare la stupidità ed inutilità del gesto, rispondere in quel modo non ha rappresentato altro che una provocazione, l’ennesima, al Presidente russo Putin.  Il quale in queste ultime settimane è tornato ad essere vittima del mainstream occidentale ed ora provocato ed obbligato a schierarsi una volta di più con Assad, allargando la distanza tra Usa e Russia, continuando una guerra fredda, indispensabile per i poteri forti americani, preparandosi purtroppo ad una guerra molto calda contro la Russia.

FOR MAKE AMERICA GREAT AGAIN,MAKE WAR AGAIN