Category Archives: Per distrarci

NOTIZIE E INFORMAZIONI PER STACCARE LA SPINA QUALCHE MOMENTO

TOUR DE FRANCE 2017,16^TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 19/07/2017

16^ tappa del Tour de France, tappa pianeggiante ma con salite poco impegnative all’inizio; sul finale previsti ventagli, obbligatorio per i big stare davanti e non farsi sorprendere.
Le prime salite escludono dalla volata finale alcuni velocisti,, tra i quali la Maglia Verde Kittel, l’alto ritmo sul finale, impedisce fughe e costringe le squadre a lavorare a tutta per tenere i propri capitani nelle prime posizioni per evitare di farsi sorprendere.
Tutto come da pronostico, entrati negli ultimi 20 km inizia la danza in testa al gruppo, tentativi multipli di spezzare il peloton, team impegnati nello sfruttare il forte vento laterale proteggendosi l’uno con l’altro non con la solita fila indiana, ma facendo una diagonale che obbliga quelli dietro al vento.
Il tentativo buono è quello della Sky, Froome forza il ritmo ed il gruppo esplode, Aru riesce ad entrare in questo ventaglio per il rotto della cuffia, insieme a lui tutti gli uomini di classifica ad eccezione di Martin, Meintjes e Contador, pagano anche i velocisti favoriti per l’arrivo.
Bene Aru, da solo negli ultimi km anche oggi, benissimo la Sky e gli altri corridori in testa, tra i quali si nasconde il favorito della volata, M.Matthews. E’ proprio lui a tagliare per primo il traguardo, davanti a Bosson Hagen e Degenkolb; i big di questo primo gruppo cronometrati tutti con lo stesso tempo. Meintjes e Martin pagheranno 51″ e Contador 1’33″.

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Nelle altre classifiche tutto invariato, da segnalare l’avvicinamento di Matthews al leader della Maglia Verde Kittel.
Oggi pomeriggio una delle tappe determinanti di questo Tour, 183 km da La Mure a Serre Chevalier, molti dei quali in salita, i corridori affronteranno il mitico Galibier; oggi qualcuno potrebbe saltare. Il mio favorito è Fabio Aru, nonostante la squadra, il sardo se avrà la gamba buona, proverà a mettere in difficoltà Froome…
Buon Tour de France a tutti!

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TOUR DE FRANCE 2017, 13^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 15/07/2017

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Il Tour de France affronta la tappa più corta della stagione, cronometro escluse, 100 km da Saint a Foix, tutti da percorrere d’un fiato, salite comprese.
La novità di giornata è la Maglia Gialla indossata da Fabio Aru, quindi l’onere di tenere la corsa sotto controllo spetterà all’Astana dell’italiano, compito arduo oggi, sia per il percorso, sia perchè la squadra kazaka non è parsa per nulla competitiva, falcidiata dagli infortuni.
Neanche il tempo di salire in bici e la corsa esplode, attacchi multipli e gambe costrette a girare fin da subito ad alto ritmo. Dopo circa 40 km la tappa vede in testa Contador, il campione spagnolo non vuole arrendersi e prova da lontano a battere un colpo, con lui un altro iberico, Landa, il più pericoloso per la generale a meno di 3 minuti da Aru; si aggiungeranno alla coppia di fuggitivi la maglia a Pois Barguil e il grande sconfitto fino ad oggi del Tour Quintana, voglioso di recuperare secondi sui primi. Aru già solo dopo pochi km, complice il ritiro di Fuglsang, non può tenere da solo la gara, Landa spinge sfiorando anche la Maglia Gialla virtuale, ma per fortuna gli altri capitani mettono i propri uomini a lavorare ed il distacco non dilaga; a metà corsa il gap si stabilizza intorno ai 2’20″.
Si arriva agli ultimi 30 km a ritmo folle, il gruppo Aru è composto da una decina di corridori, i primi della generale, in testa si porta Daniel Martin a dettare un ritmo alto in salita, questo procura la resa di Bennet; Landa e Contador  resistono a 2’30″, poco dietro Quintana e Barguil al loro lungo inseguimento, Landa sembra essere tra i più in forma di questo Tour.
Ai 27 km il primo attacco di Froome, una fucilata a cui risponde Aru e tutti i migliori, pagano Martin e Yates, ma i due rientreranno nella discesa successiva.
I quattro davanti si riuniscono, il gruppo Maglia Gialla, sotto gli attacchi del capitano della Sky, riduce il distacco fino a 1’40″.
Non essendoci nessun compagno di squadra della Maglia Gialla, i big si controllano in discesa, Landa e soci riguadagnano qualcosa e dietro i capitani si lanciano in attacchi solitari. Froome il primo ad attaccare aiutato dal compagno Kwiatkowski, avvantaggiatosi dall’inizio della tappa, Aru chiude, poi Bardet, Martin, nessuno riesce a staccare i rivali, l’italiano, giustamente, risponde solo agli attacchi di Bardet e Froome, è da solo, non può tenere tutti…
Al termine della discesa Martin e Yates riescono a sganciarsi e guadagnare qualche secondo, nella fuga nel frattempo ci si prepara alla volata, Landa si disinteressa e va a tutta per guadagnare più secondi possibili, Contador, Quintana e Barguil sfruttano il lavoro dello spagnolo e rifiatano in vista dell’arrivo; ai 500 m parte Contador, ma Barguil lo segue e lo supera agevolmente andando a vincere la tappa, dietro di lui Quintana ed il capitano della Trek, Landa perde due secondi dai primi e manca l’abbuono. 1’39″ dopo arrivano Yates, che consolida la sua Maglia Bianca e Daniel Martin, 9″ più dietro il gruppetto di Aru.

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La giornata sarebbe potuta essere dannosa per Aru in giallo, pericolo sventato, Froome, Bardet ed Uran non hanno recuperato nulla, unica nota stonata la risalita preoccupante di Landa, ora a poco più di un minuto ed il recupero di Quintana, anche se il colombiano rimane a più di due minuti. Martin e Yates rosicchiano 10 secondi e Contador rientra nella Top Ten.
Come detto Aru tiene la Maglia Gialla, Yates e Barguil consolidano la loro classifica per la Maglia Bianca e per la Maglia a Pois e Kittel rimane in verde.
Quella di oggi sarà una tappa buona per gli attaccanti, possibile l’arrivo della fuga, ma attenzione agli ultimi km, non escludo arrivo in volata a ranghi ristretti. Aru non dovrebbe correre rischi, ma nel ciclismo non si può mai dire… Favorito di giornata Van Avermaet.
Buon Tour de France a tutti!

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TOUR DE FRANCE 2017, 11^TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 12/07/2017

La dodicesima tappa del Tour de France 2017 regala l’ennesima vittoria a Marcel Kittel.
Il velocista in questo Tour pare non avere rivali negli arrivi allo sprint. Il quinto successo del tedesco arriva a conclusione della solita tappa pianeggiante, sia nel percorso che nelle emozioni. Fuga lasciata andare via al primo tentativo e controllata agevolmente dalle squadre dei velocisti. Da chiedersi come mai le altre squadre non lascino l’onere dell’inseguimento solo alla Quick-Step, visto che non fanno altro che aiutarli a portare Kittel alla vittoria…
Tre i coraggiosi fuggitivi di giornata, Marcato, Backaert ed infine Bodnar, l’ultimo ad arrendersi al ritorno del gruppo; il polacco ha costretto le squadre degli sprinter in un inseguimento fin dentro gli ultimi 500 m, bravissimo, a quel punto si è visto superato dal gruppo lanciato a 60 km orari verso l’arrivo. L’epilogo è stato il medesimo di quasi tutte le altre volate, Kittel ha tagliato il traguardo alzando le mani due metri prima dell’arrivo… Imbattibile!
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Tutto invariato nelle classifiche, Kittel sempre più “verde”, da segnalare l’ennesima caduta di Contador ed il ritiro di Cataldo a causa di un infortunio in corsa, brutto colpo questo per l’Astana di Aru, l’italiano nelle prossime salite avrebbe fatto molto comodo al suo capitano.
Domani sicuramente vivremo una tappa più entusiasmante, i big della generale dovranno provare ad attaccare Froome e recuperare secondi in classifica. Probabile arrivo della fuga, finalmente, e lotta dietro tra i big, a meno che una squadra non voglia addirittura vincer la tappa tenendo un ritmo alto durante tutti i 214 km in programma. Quintana e Contador vorranno battere un colpo, sarà importante per capire come stanno…
Buon Tour de France a tutti!

CASO CONTRADA, LA CASSAZIONE NON ANNULLA SENTENZA

Pubblicato da Luca Cianflone il 07/07/2017

In queste ore i mezzi d’ informazione esultano alla notizia che ieri, la Cassazione di Roma, si sia espressa a favore del ricorso del legali di Bruno Contrada, famoso esponente del Sisde degli anni 70^ 80^, annullando la sentenza di condanna della Corte di appello, ormai già scontata dallo stesso.
La vicenda è complessa, ma esultare ed attaccare i magistrati, rei di aver rovinato la vita di un uomo con un’accusa infamante, concorso esterno in associazione mafiosa, mi pare forzata, superficiale, poco corretta e irrispettosa della verità.
Aspettando le motivazioni della Cassazione, mi preme sottolineare un aspetto, troverete spiegazioni tecniche più approfondite delle mie, ma semplificando, fungendo da traduttore tra loro e voi, sintetizzerò così la vicenda: il Contrada ha subito un processo che lo vide accusato di concorso esterno, è stato condannato ed ha già scontato la pena, in primo e secondo grado i pm hanno sufficientemente dimostrato alle giurie ed ai presidenti, la colpevolezza dello 007 oltre ogni ragionevole dubbio. Va da se che le prove a carico del Contrada furono e sono chiare ed inequivocabili. Ora, non volendo discutere i dibattimenti e se le condanne fossero più o meno giuste, diamo per superato questo discorso, i processi ci sono stati e le sentenze sono state eseguite. In questi anni la difesa di Contrada è giustamente ricorsa a tutti gli organi possibili a cui chiedere una revisione, financo la Corte europea. Quest’ultima ha sancito nel 2015 che in pratica non si sarebbe dovuto processare, quindi poi condannare, il Contrada, perchè al momento degli episodi e comportamenti contestategli, il reato di : “concorso esterno in associazione mafiosa non era sufficientemente chiaro, né prevedibile da lui. Contrada non avrebbe potuto conoscere le pene in cui sarebbe incorso”

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La Corte di Cassazione di ieri avrebbe quindi sposato questa sentenza ed accolto il ricorso della difesa di Contrada.
Questi sono i fatti, dovendo aspettare ancora le motivazioni di tale sentenza, non mi esprimerò su questa nello specifico, ma sviluppando un discorso più ampio.
La legislazione europea competente dell’ambito mafioso ha molto da imparare da quella italiana, non per bravura di una e negligenza dell’altra, ma semplicemente perchè le istituzioni italiane conoscono molto meglio ( purtroppo ) le mafie. Inutile elencarne i motivi; basti pensare, che ci sono stati come la Germania, che ancora negano l’esistenza di esponenti mafiosi ed attività a loro riconducibili sul proprio territorio. Per questo motivo ritengo molto più competente la magistratura italiana in merito a reati di mafia, tanto di più per un reato di ” concorso esterno ” ancora più complesso  e delicato e soprattutto difficile da dimostrare.
Un altro punto da chiarire è che un processo ci regala una verità processuale e, questa, non per forza  coinciderà con i fatti e con le ricostruzioni storiche. Il giudice Borsellino chiariva questo concetto con un esempio semplice: ” non conoscete nessuno che abbia compiuto un reato ma che l’abbia poi fatta franca per un motivo o per un altro? “. In pratica ci sono situazioni in cui un’assoluzione, tanto meno un annullamento o una prescrizione, sancisce una ricostruzione processuale e non già una ricostruzione storica.
Un esempio eccellente potrebbe essere la prescrizione di Andreotti, il quale non fu assolto, ma prescritto con la precisazione che la vicinanza a cosa nostra del politico era dimostrabile solo fino agli anni 90^, quindi ormai reati prescritti. Qui il mio articolo sul tema.

Tornando al caso Contrada, possiamo sottolineare che la Cassazione non si sia espressa e non abbia smantellato tutto ciò che emerse in dibattimento e che portò alla condanna, la Cassazione dice, allineandosi alla Corte europea, che Contrada non doveva essere processato perchè al momento dei reati “eventualmente” commessi, sui quali non si esprime, lo stesso non poteva sapere che essi costituissero reato.
Quindi non afferma che non abbia favorito cosa nostra, sancisce che al momento dell’illecito l’esponente non poteva sapere di commettere un reato, proprio perchè esso non era ancora codificato chiaramente e previsto nel codice penale. Semplificando ancora, la vicinanza di Contrada ad esponenti mafiosi di spicco, emersa e dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio, non poteva essere perseguibile penalmente perchè allora non costituiva reato codificato.
Ripetiamo, aspettiamo le motivazioni, ma possiamo già affermare con sicurezza che questa non è una sentenza assolutoria, comunque vada, sia che quei reati fossero o no contestabili a Contrada, non conosciamo ancora le azioni che interverranno sul tema, tutto ciò di cui si macchiò il condannato Contrada rimane nelle sentenze di condanna a Palermo e nelle ricostruzioni storiche, ricostruzioni e processi che oggi la solita stampa di regime vorrebbe insabbiare e far dimenticare!

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Tutto questo non tanto per tutelare loschi affari passati di partiti ed esponenti ormai quasi tutti in pensione, rei di “strizzatine d’occhio”, vicinanze e collusioni inqualificabili con organizzazioni mafiose, ma bensì il loro “dovere” è quello di spingere e mentire sul caso Contrada per destabilizzare la magistratura,  delegittimando processi e sentenze che ieri, oggi e domani si sono, si stanno e si occuperanno di “colletti bianchi” collusi con mafie e malaffare. Il richiamo ed il parallelo con il caso Dell’Utri ne è l’esempio lampante. Anni diversi, iter processuali e ruoli diversi, fatti non paragonabili, poco importa, non interessano le dichiarazioni di pentiti e documentazioni prodotte, analizzate e risultate probanti dei reati contestati, non interessa raccontare andando nei particolari l’amicizia con Mangano, le cene con i mafiosi e la vicinanza a boss di cosa nostra ammessi da Dell’Utri, o le intercettazioni di quest’ultimo con Berlusconi durante le quali scherzano in merito ad una bomba messa secondo loro da Mangano alla villa del Cavaliere, dimostrando di sapere chi fosse Mangano e che tipi di rapporti avessero avuto con lui ed i suoi sodali… Tutto questo non interessa, meglio non informare, a loro basta ” formare ” opinioni, ed oggi il messaggio per gli italiani è che Contrada fosse innocente, come e quanto Dell’Utri, i magistrati sbagliarono e vollero condannare i due per pregiudizi politici, compresi Borsellino e Falcone che tanto spinsero per la codificazione del reato di concorso esterno, oggi più che mai messo in discussione con questa sentenza. Ma tranquilli, nelle loro redazioni qualcuno starà già preparando il solito ricordo commosso dei giudici, pronto da sfoderare il 19 luglio, utile a ricordarne la morte e non mai volto a rinnovare e difendere le loro idee di giustizia e verità…